INFORMATIVA PRIVACY - Reg UE 2016/679
(Regolamento Europeo in materia di protezione dei dati personali)
1) Introduzione
L’ Agriturismo Agritrosciole prende in seria considerazione la privacy dell’utente e si impegna al rispetto della stessa. La presente privacy policy (“Privacy Policy”) descrive le attività di trattamento di dati personali realizzate da Agritrosciole, tramite il sito www.agritrosciole.it e i relativi impegni assunti in tal senso dalla Società. L’Agritrosciole può trattare i dati personali dell’utente quando questi visita il Sito e utilizza i servizi e le funzionalità presenti sul Sito. Nelle sezioni del Sito in cui sono raccolti i dati personali dell’utente è normalmente pubblicata una specifica informativa ai sensi dell’art. 13 /15 del Reg. UE 2016/679.
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2) Estremi identificativi del titolare, responsabile e del Privacy Officer
Agriturismo Agritrosciole di Utrio Lanfaloni Sabrina, Fraz. Montecchio n. 137/A, Giano dell’ Umbria, 06030, Perugia, tel. 328 – 2574122, e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
3) Tipologia di dati trattati
La visita e la consultazione del Sito non comportano in genere raccolta e trattamento dei dati personali dell’utente salvo che per i dati di navigazione e i cookie come di seguito specificato. In aggiunta ai cosiddetti “dati di navigazione” (vedasi oltre), potranno essere oggetto di trattamento dati personali volontariamente forniti dall’utente quando questi interagisce con le funzionalità del Sito o chiede di fruire dei servizi offerti sul Sito. Nel rispetto del Codice Privacy, [Nome azienda]potrebbe altresì raccogliere i dati personali dell’utente presso terzi nello svolgimento della propria attività.
4) Cookies e dati di navigazione
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7) Conservazione dei dati personali
I dati personali sono conservati e trattati attraverso sistemi informatici di proprietà dell’ Agritrosciole e gestiti dall’ Agritrosciole o da terzi fornitori di servizi tecnici; per maggiori dettagli si prega di fare riferimento alla sezione “Ambito di accessibilità dei dati personali” che segue. I dati sono trattati esclusivamente da personale specificamente autorizzato, incluso il personale incaricato di svolgere operazioni di manutenzione straordinaria.
8) Finalità e metodi trattamenti dati
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I dati personali sono trattati sia in forma cartacea che elettronica ed immessi nel sistema informativo aziendale nel pieno rispetto del Reg UE 2016/679, compresi i profili di sicurezza e confidenzialità ed ispirandosi ai principi di correttezza e liceità di trattamento. In conformità al Reg UE 2016/679 i dati sono custoditi e conservati per un periodo di 10 anni dalla cessazione del rapporto contrattuale.
9) Sicurezza e qualità dei dati personali
L’Agritrosciole si impegna a proteggere la sicurezza dei dati personali dell’utente e rispetta le disposizioni in materia di sicurezza previste dalla normativa applicabile al fine di evitare perdite di dati, usi illegittimi o illeciti dei dati e accessi non autorizzati agli stessi, con particolare riferimento al Disciplinare Tecnico in materia di misure minime di sicurezza. Inoltre, i sistemi informativi e i programmi informatici utilizzati dall’ Agritrosciole sono configurati in modo da ridurre al minimo l’uso di dati personali e identificativi; tali dati sono trattati solo per il conseguimento delle specifiche finalità di volta in volta perseguite. L’Agritrosciole utilizza molteplici tecnologie avanzate di sicurezza e procedure atte a favorire la protezione dei dati personali degli utenti; ad esempio, i dati personali sono conservati su server sicuri ubicati in luoghi ad accesso protetto e controllato. L’utente può aiutare l’Agritrosciole ad aggiornare e mantenere corretti i propri dati personali comunicando qualsiasi modifica relativa al proprio indirizzo, alla propria qualifica, alle informazioni di contatto, etc.
10) Ambito di comunicazione e di accesso dei dati
I dati personali dell’utente potranno essere comunicati a:
- tutti i soggetti cui la facoltà di accesso a tali dati è riconosciuta in forza di provvedimenti normativi;
- ai nostri collaboratori, dipendenti, nell'ambito delle relative mansioni;
- a tutte quelle persone fisiche e/o giuridiche, pubbliche e/o private quando la comunicazione risulti necessaria o funzionale allo svolgimento della nostra attività e nei modi e per le finalità sopra illustrate;
11) Natura di conferimento dei dati personali
Il conferimento di alcuni dati personali da parte dell’utente è obbligatorio per consentire alla Società di gestire le comunicazioni, le richieste pervenute dall’utente o per ricontattare l’utente stesso per dar seguito alla sua richiesta. Questo tipo di dati sono contrassegnati dal simbolo asterisco [*] ed in tal caso il conferimento è obbligatorio per consentire alla Società di dar seguito alla richiesta che, in difetto, non potrà essere evasa. Al contrario, la raccolta degli altri dati non contrassegnati dall’asterisco è facoltativa: il mancato conferimento non comporterà alcuna conseguenza per l’utente.
Il conferimento dei dati personali da parte dell’utente per finalità di marketing, come specificato nella sezione “Finalità e modalità del trattamento” è facoltativo e il rifiuto di conferirli non avrà alcuna conseguenza. Il consenso conferito per finalità di marketing si intende esteso all’invio di comunicazioni effettuato attraverso modalità e/o mezzi di contatto sia automatizzati che tradizionali, come sopra esemplificati.
12) Diritti dell’interessato
12.1 Art. 15 - Diritto di accesso e Art. 16 - Diritto di rettifica del Reg. UE 2016/679
L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la conferma che sia o meno in corso un trattamento di dati personali che lo riguardano e in tal caso, di ottenere l'accesso ai dati personali e alle seguenti informazioni:
- a) le finalità del trattamento;
- b) le categorie di dati personali in questione;
- c) i destinatari o le categorie di destinatari a cui i dati personali sono stati o saranno comunicati, in particolare se destinatari di paesi terzi o organizzazioni internazionali;
- d) il periodo di conservazione dei dati personali previsto oppure, se non è possibile, i criteri utilizzati per determinare tale periodo;
- e) l'esistenza del diritto dell'interessato di chiedere al titolare del trattamento la rettifica o la cancellazione dei dati personali o la limitazione del trattamento dei dati personali che lo riguardano o di opporsi al loro trattamento;
- f) il diritto di proporre reclamo a un'autorità di controllo;
- h) l'esistenza di un processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione e, almeno in tali casi, informazioni significative sulla logica utilizzata, nonché l'importanza e le conseguenze previste di tale trattamento per l'interessato.
12.2 Diritto di cui all’art. 17 del Reg. UE 2016/679 - diritto alla cancellazione («diritto all'oblio»)
L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l'obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali, se sussiste uno dei motivi seguenti:
a) i dati personali non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati;
- b) l'interessato revoca il consenso su cui si basa il trattamento conformemente all'articolo 6, paragrafo 1, lettera a), o all'articolo 9, paragrafo 2, lettera a), e se non sussiste altro fondamento giuridico per il trattamento;
- c) l'interessato si oppone al trattamento ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 1, e non sussiste alcun motivo legittimo prevalente per procedere al trattamento, oppure si oppone al trattamento ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 2;
- d) i dati personali sono stati trattati illecitamente;
- e) i dati personali devono essere cancellati per adempiere un obbligo legale previsto dal diritto dell'Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento;
- f) i dati personali sono stati raccolti relativamente all'offerta di servizi della società dell'informazione di cui all'articolo 8, paragrafo 1 del Reg. UE 2016/679
12.3 Diritto di cui all’ art. 18 - Diritto di limitazione di trattamento
L'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la limitazione del trattamento quando ricorre una delle seguenti ipotesi:
- a) l'interessato contesta l'esattezza dei dati personali, per il periodo necessario al titolare del trattamento per verificare l'esattezza di tali dati personali;
- b) il trattamento è illecito e l'interessato si oppone alla cancellazione dei dati personali e chiede invece che ne sia limitato l'utilizzo;
- c) benché il titolare del trattamento non ne abbia più bisogno ai fini del trattamento, i dati personali sono necessari all'interessato per l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria;
- d) l'interessato si è opposto al trattamento ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 1, Reg UE 2016/679 in attesa della verifica in merito all'eventuale prevalenza dei motivi legittimi del titolare del trattamento rispetto a quelli dell'interessato.
12.4 Diritto di cui all’art.20 - Diritto alla portabilità dei dati
L'interessato ha il diritto di ricevere in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico i dati personali che lo riguardano forniti a un titolare del trattamento e ha il diritto di trasmettere tali dati a un altro titolare del trattamento senza impedimenti da parte del titolare del trattamento.
13) Revoca del consenso al trattamento
L’interessato ha facoltà di revocare il consenso al trattamento dei Suoi dati personali, inviando una raccomandata A/R al seguente indirizzo: <<Agritrosciole di Utrio Lanfaloni Sabrina, Fraz.Montecchio n.137/A, Giano dell’Umbria, 06030, Perugia>>, corredato da fotocopia del suo documento di identità, con il seguente testo: <<revoca del consenso al trattamento di tutti i miei dati personali>>. Al termine di questa operazione i Suoi dati personali saranno rimossi dagli archivi nel più breve tempo possibile.
Se desidera avere maggiori informazioni sul trattamento dei Suoi dati personali, ovvero esercitare i diritti di cui al precedente punto 7, può inviare una raccomandata A/R al seguente indirizzo: <<Agritrosciole di Utrio Lanfaloni Sabrina, Fraz.Montecchio n.137/A, Giano dell’Umbria, 06030, Perugia>>. Prima di poterLe fornire, o modificare qualsiasi informazione, potrebbe essere necessario verificare la Sua identità e rispondere ad alcune domande. Una risposta sarà fornita al più presto.









La città fu fondata dagli Umbri nel 2700 a.C. Il suo nome originario era "Tuderte", che significa “confine”. Dal III secolo a.C., il popolo etrusco e quello romano si succedettero lasciandovi numerose testimonianze, come i “Nicchioni” Romani di piazza del Mercato Vecchio, in origine, probabilmente, facenti parte di una basilica. Nell'88 a.C., Marco Crasso spogliò la città dei suoi beni, che in seguito alla caduta dell'Impero Romano, fu depredata più volte. E' di questo periodo la figura del santo Vescovo Fortunato, il quale divenne il protettore della città. Nel medioevo, Todi fu acerrima nemica della vicina Orvieto. Nel XII secolo divenne libero Comune, inaugurando un periodo molto fortunato, nel quale la città si arricchì di pregevoli monumenti, tra i quali il Palazzo del Capitano, il Palazzo dei Priori, il Duomo e la Chiesa di San Fortunato. Nel 1236 d.C. nacque Jacopone da Todi, il più famoso cittadino tuderte e uno dei primi poeti dialettali italiani. Nel 1500 d.C., dopo un lungo periodo di decadenza, la città beneficiò della spinta artistica e innovatrice dell'epoca rinascimentale; un magnifico esempio è il Tempio della Consolazione. A questo impulso artistico contribuì molto il Vescovo Angelo Cesi che realizzò numerose opere d'arte.
Da visitare a Todi
Centro dell'Umbria, tra i capoluoghi di provincia di Perugia e Terni, è racchiusa da mura quasi intatte. I primi insediamenti sono da collegare alla costruzione della via Flaminia, intorno al 220 a.C. La presenza romana è testimoniata dal Ponte Fonnaia, costruzione viaria del III secolo a.C. Nelle vicinanze troviamo la Catacomba Cristiana, l'unica del genere finora scoperta in Umbria.
Il clima fresco e la vicinanza dei più grandi e famosi centri storico-artistici della regione, facilmente raggiungibili con una buona rete stradale, le conferiscono un ruolo privilegiato come luogo di soggiorno estivo.
Da visitare a Massa Martana
Le origini del borgo sono incerte. Si pensa che il nome di Collevalenza (o Colvalenza) derivi dal tempio dedicato a Giunone Valentia, che si ergeva al posto dell’attuale castello. Fedele ai Ghibellini della famiglia Chiaravalle, fu a lungo conteso dalle opposte fazioni. Nel 1377 d.C., la popolazione fu pesantemente oppressa e il castello fu in gran parte distrutto dal guelfo Catalano degli Atti. Nel 1424 d.C., il castello fu ricostruito e oggi si possono ancora ammirare i torrioni quattrocenteschi e le mura in stile gotico con due aperture. Il centro della città, provvisto ancora di mura medievali, deve la sua fama al Santuario dell'Amore Misericordioso di Madre Speranza. Nel loro insieme, gli edifici religiosi del santuario sono una delle più significative espressioni di architettura sacra della seconda metà del xx secolo; si tratta di un imponente complesso dotato di moderne strutture recettive inserite in una serie di costruzioni disposte sui versanti di una collina. Il nucleo centrale è costituito dalla Grande Chiesa, consacrata nel 1965 d.C., opera dell'architetto spagnolo Julio Lafuente, e dalla cappella dell'Amore Misericordioso voluta da madre Speranza nel 1955 d.C. Madre Speranza Alhama, oltre a diversi fenomeni prodigiosi quali la trasmutazione di acqua in olio, è stata protagonista in vita di fenomeni di bilocazione. Stigmatizzata, spesso essudava sangue. Memorabile è l'episodio avvenuto nel 1960, quando, essendo il paese di Collevalenza privo di acqua, Lei, affidandosi a Dio (il suo "ingegniero"), indicò con il bastone il punto in cui si doveva procedere con la trivellazione per trovare l'acqua che avrebbe rinnovato i prodigi di Lourdes. Dopo la rottura di numerose trivelle (secondo la mistica causate dal Demonio), venne trovata la falda acquifera che Madre Speranza definì «il sollievo del corpo per trovare Dio». Solo nell'anno 1998 si sono registrati quasi 800 casi di guarigione.
Le tracce più antiche della presenza umana nel territorio assisiate risalgono al Neolitico. Numerosi reperti archeologici indicano che Assisi trae le sue origini da un piccolo villaggio abitato dagli Umbri già nel IX secolo a.C. Come ci dimostrano i vari reperti archeologici rinvenuti, gli Umbri intrattenevano profondi rapporti (soprattutto commerciali) con i vicini Etruschi, stanziati sulla sponda occidentale del Tevere, dai quali differivano, però, per lingua e cultura.
Da visitare ad Assisi
Spoleto vanta origini umbre. Nel IV sec. a.C., la città passò sotto l'influenza di Roma, che fondò la Colonia "Spoletium", nel 241 a.C.; grazie al contributo romano durante le guerre Puniche, Annibale fu sconfitto nella Battaglia del Trasimeno nel 217 a.C. La città presenta ancora un aspetto antico - medioevale, dovuto al periodo in cui fu fiorente Ducato longobardo e successivamente importante centro dello Stato pontificio. Alle più antiche origini di Spoleto appartengono l'arco di Druso del 23 d.C. (presso la chiesa romanica di Sant'Ansano), il Teatro romano, la cui costruzione si fa risalire ai primi anni dell' Impero, la Basilica paleocristiana del IV secolo di San Salvatore, un Ponte Romano, detto anche Sanguinario, a tre arcate in blocchi di travertino e l'anfiteatro del II sec. d.C. Di grande interesse è la chiesa di San Pietro per gli straordinari bassorilievi che ne ornano la facciata duecentesca. Dallo spazio antistante San Pietro si gode un'ampia vista che abbraccia tutta Spoleto fino al possente Ponte delle Torri, alto 80 metri e lungo ben 230 m, il quale collega la Rocca, realizzata a partire dal 1352, progetto di Matteo Gattaponi, alle pendici del monte che domina la cittadina. Sicuramente indimenticabili saranno l'intero complesso del Duomo, eretto nel XII sec. e caratterizzato, oltre che dalla ricchezza degli arredi interni, dai mosaici della sua facciata, e la chiesa romanica di Sant'Eufemia.
Perugia ha origini umbre, ma, tra il VI e il V sec. a.C., furono gli Etruschi a favorirne lo sviluppo. La città sorge al centro della regione, con i 5 rioni storici racchiusi dalle mura Etrusche: enormi bastioni formati da ciclopici massi, squadrati e messi in opera 22 secoli fa ed ancora visibili per lunghi tratti; nella Perugia etrusca si entrava da ben 7 porte, tra cui particolarmente imponente, la Porta Pulchra o d'Augusto.
Da visitare a Perugia
Città Stato e simbolo religioso di rilevante importanza; ce lo confermano i resti delle mura di un villaggio preistorico che si trova nelle vicinanze della città. Ulteriori conferme provengono dalle "7 Tavole Eugubine", un preziosissimo documento linguistico in caratteri etruschi e latini conservato nel Museo di Gubbio, il Teatro Romano e la Basilica di Sant’ Ubaldo, patrono delle città. Gubbio ospita capolavori architettonici che simboleggiano e richiamano la potenza di questa città-stato medievale.
Da visitare a Gubbio
Fu fondata dagli Etruschi e il suo nome deriva da 'Urbe Vetus' (città vecchia). In seguito ai numerosi rinvenimenti, si presume che l'antica città etrusca avesse avuto in passato un ruolo di rilevante importanza. Dopo essere stata annessa nel III° secolo a.C. ai territori di Roma, Orvieto rimase sotto al suo dominio fino al declino dell'Impero Romano d'Occidente. Divenne poi libero Comune e durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini, fu strenua oppositrice del Barbarossa, rimanendo fedele al Papa. Forte della considerazione dello Stato Pontificio, Orvieto poté così prosperare per tutto il Medioevo, raggiungendo l'apice dello sviluppo nel XIII° secolo, con la costituzione del Consiglio generale dei 400 e l'elezione del Capitano del Popolo.
Da visitare a Orvieto
A circa 600 m sul livello del mare, sorge la cittadina di Norcia, anticamente Nursia, di origini Sabine e la più grande città del comprensorio. Le origini della città sono remote; già ai tempi delle guerre puniche tra romani e i fenici, Norcia ebbe un ruolo di primo piano, come è documentato dagli storici latini. Durante l’epoca romana fu centro di importanza politica: prima prefettura e poi municipio. Sconvolta dai longobardi e dai goti, si riprese e fu un attivo centro medievale. Le sue bellezze storiche sono in gran parte state danneggiate dai frequentissimi terremoti che hanno devastato la cittadina nel corso dei secoli. Il primo terremoto documentato risale alla prima metà del '300. Grazie ad un attento restauro, oggi la città si presenta nella sua struttura originale, con la splendida architettura medioevale e signorile. Come Cascia, la città diede i natali ad un grandissimo personaggio religioso, San Benedetto, primo monaco del Cristianesimo e fondatore dell'ordine dei Benedettini, che visse a cavallo del 500, tra la preghiera e l'umiltà del lavoro, come egli stesso sintetizzò nella frase ormai celebre “Ora et labora” ("Prega e Lavora"). Il Duomo è di epoca rinascimentale, ma purtroppo, dell'originale resta poco ed il restauro in epoca barocca ne ha cambiato lo stile architettonico. Altro notevole esempio di architettura rinascimentale è la Castellina, oggi sede del Museo Civico Diocesano. Risalgono al 1300 le chiese di S. Agostino e di San Giovanni, che però ha perso la struttura originale a causa dei restauri in epoca barocca. Bella anche la chiesa di San Francesco con il rosone che si apre sulla sua facciata.
Da visitare a Norcia
Posto in una posizione dominante sulle valli del Topino e del Clitunno, offre la vista di un ampio panorama delle terre umbre. Gli edifici più importanti da visitare all'interno delle antiche mura di Montefalco sono: il palazzo comunale di origine duecentesca come la chiesa di Sant'Agostino, la chiesa romanica di San Bartolomeo con la vicina Porta di Federico II del 1244 e la chiesa di Santa Chiara, al cui interno troviamo dipinti di scuola umbra. Inoltre, da visitare la chiesa trecentesca di San Francesco, che oggi ospita la Pinacoteca, al suo interno potremo trovare tanti dipinti di grande livello come un Presepio del Perugino, lo straordinario ciclo di affreschi delle "Storie di San Francesco” di Benozzo Gozzoli. Poco lontani dal centro abitato, sorgono la chiesa cinquecentesca di Sant'Illuminata e quella quattrocentesca di San Fortunato che ospita nella lunetta del portale e nell'altare di destra ancora opere di Benozzo Gozzoli.
Sorge fra Assisi e Foligno, su uno sperone del Monte Subasio, al di sopra di una fertile pianura irrigua. Fra le città della zona è quella che sicuramente annovera il maggior numero di testimonianze di epoca romana: la cinta muraria, i resti del teatro, dell'anfiteatro, delle terme e le splendide Porta Consolare, Porta Urbica e Porta Venere, di epoca augustea. Salendo verso l'alto si raggiunge la Chiesa di Santa Maria Maggiore, costruita fra il XII e il XIII secolo. La chiesa mostra una facciata rifatta con materiali antichi nel 1644, contemporaneamente ad una modifica dell'impianto architettonico e al suo interno risiede il più grande tesoro: la splendida Cappella Baglioni, sul lato sinistro della navata, dipinta dal Pinturicchio, con le immagini dell'Annunciazione, della Natività e della Disputa al Tempio. Inoltre, ci sono altri affreschi dello stesso autore nelle cappelle della crociera e del Perugino, sui pilastri di accesso al presbiterio. Non lontano, possiamo visitare la Chiesa duecentesca di S. Andrea che ospita la tavola Madonna e Santi del Pinturicchio. Non bisogna dimenticare il palazzo comunale in Piazza della Repubblica, con un bel portico ogivale e la Chiesa di S. Lorenzo con i resti dell'antico edificio del XII secolo. Dai ruderi della rocca trecentesca, situata sulla sommità del colle, si domina la valle del Topino e i colli tutt' intorno. Appena fuori dell'abitato sorgono la Chiesa romanica di S. Claudio e la Chiesa Tonda, eretta nel periodo rinascimentale a croce greca e con cupola ottagonale.
Bevagna, l'antica “Mevania”, sorge ai margini della vasta valle umbra, alle estreme propaggini dei Monti Martani. Le prime notizie storiche su Bevagna coincidono con la conquista romana dell'umbria, anche se esistono tracce di insediamenti umani fin dall'età del ferro e significativi rinvenimenti archeologici confermano la presenza degli Umbri in questa zona. Bevagna, sorta sull'antica via consolare Flaminia, fu prima città umbra e poi il fiorente municipio romano di Mevania, ascritto alla tribù Aemilia. Mevania ricoprì una posizione centrale nella viabilità romana che ne determinò, insieme ai fiorenti scambi commerciali mediante le sue vie fluviali, la floridezza fino al III secolo d.C. Nel 774 entrò a far parte dello Stato della Chiesa. Dopo il 1000 si costituì in libero Comune tenuto dai Consoli. L'aspetto odierno è sicuramente il frutto dello sviluppo medioevale; infatti, benché i Romani avessero impostato l'antica Mevania in modo tale che la via Flaminia fosse il decumano della cittadina, oggi il baricentro urbano è posto più a sud. Sono da non perdere, in Piazza Silvestri, il palazzo gotico dei Consoli, le chiese di San Silvestro (1195 d. C.) e di San Michele Arcangelo, la fontana che completa la scenografia di questo eccezionale spazio pubblico è invece un rifacimento di epoca ottocentesca. Ancora oggi sono ben conservate le porte medioevali della cittadina, anche in seguito ad interventi ricostruttivi, come quello del 1797 su Porta San Venanzo e lunghi tratti dell'antica cerchia di mura. Non mancano, inoltre, testimonianze delle origini più antiche di Bevagna: i resti di un tempio del II secolo d.C., sul quale fu successivamente eretta la Chiesa medioevale della Madonna della Neve, il teatro romano (II secolo d.C.) e i notevoli resti di mosaici appartenenti forse ad un edificio termale, i quali rappresentano animali marini.
Cascia nacque in epoca romana, a circa 550 m sul livello del mare. Inizialmente il suo nome fu "Carsula", cambiato poi con la ricostruzione, in seguito ad un terribile terremoto che la distrusse completamente, in "Cascia". Come gran parte delle città umbre, è durante il Medio Evo che Cascia conosce il periodo di massimo splendore. Dapprima sotto la dominazione delle signoria folignate, in seguito sotto il dominio di Federico II di Svevia; a seguire fu contesa, senza successo, dalle vicine città di Norcia, Leonessa e Spoleto.
Le origini di Deruta rimangono in parte oscure. Certo è il suo antico legame con Perugia, di cui è sempre stata un valido baluardo a Sud, verso Todi, ruolo del quale è tuttora testimonianza il suo aspetto di castello fortificato. Nel XIII secolo d.C. Deruta ha un proprio statuto, seguito, nel 1465, da un nuovo documento, in volgare, che prevede la presenza nel castello di un podestà inviato da Perugia e di quattro "boni omini", eletti tra gli abitanti. Nella seconda metà del 1400 gli abitanti della cittadina vengono sterminati dalla peste, tanto da comportare una riduzione della cinta muraria. Inoltre, durante la Guerra del Sale (1540), Deruta, che si era schierata contro il Papa, subì saccheggi e devastazioni. L'assoggettamento di Perugia alla Chiesa portò alla cittadina un lungo periodo di pace, durante il quale si ebbe il massimo sviluppo della lavorazione della maiolica artistica, attività che, nel corso dei secoli, ha fatto conoscere Deruta nel mondo.